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CLATHRUS RUBER Micheli ex Pers.
SIN. Clathrus cancellatus Tourn. ex Fr.

Il Clathrus ruber era considerato un fungo piuttosto raro ma oggi in rapida diffusione, cresce nei luoghi umidi dei boschi in estate-autunno, solitario o a piccoli gruppi. Il carpoforo, di 3-5 cm, dapprima rotondo, inizialmente a forma di uovo di colore bianco, con un fascio di ife rizomorfe allungato, internamente di consistenza gelatinosa, in sezione gi possibile vedere l'esoperidio in via di formazione (foto 3); si apre successivamente con l'esoperidio lacerato e uscente a forma di inferriata rotondeggiante, con fori poligonali allungati, di colore rosso vivo, con toni aranciati nel giovane, fino a 8 cm a pieno sviluppo: alla base rimangono i resti dell'ovolo sottoforma di una volva biancastra. I rami portano all'interno la gleba che formata da piccoli granelli nerastri mucillaginosi, contenenti le spore: essa emana un forte odore sgradevole e repellente un po' meno forte di quello del Phallus impudicus.

Il Clathrus ruber ovviamente non commestibile a causa del suo odore; le mosche, attratte dal suo odore repellente, si poggiano su di esso invischiandosi della gleba e contribuendo in tal modo alla diffusione delle spore.

Osservazioni sulle raccolte fotografate
Tutte le raccolte sono state determinate dal solo esame visivo, visto che la specie inconfondibile.

Clathrus ruber foto 3
Foto 3 [IMG2835] - Canon EOS 350D, ob. EF 17-40mm L USM
Monti Peloritani, 350m [P9], 01.VIII.2006

Copyright 2006 Salvatore Saitta


Clathrus ruber foto 2
Foto 2 [IMG1070] - Canon EOS 350D, ob. EF-S 18-55mm
Monti Peloritani, 450m [P10], 24.X.2005

Copyright 2005 Salvatore Saitta


Clathrus ruber foto 1
Foto 1 [IMG1050] - Canon EOS 350D, ob. EF-S 18-55mm
Monti Peloritani, 11.X.2005

Copyright 2005 Salvatore Saitta